Gentiloni sia conseguente alle sue affermazioni. Dopo lo sciopero generale del 27 ottobre, indetto dai sindacati della Base, tra i cui punti principali vi era la denuncia del dramma del precariato (in Italia ci sono centinaia di migliaia di precari, sfruttati e licenziati ogni anno), il presidente del Consiglio Gentiloni ha affermato che il precariato è un'offesa alla dignità delle persone (un argomento ottimo per farsi campagna elettorale).

Gentiloni sia conseguente alle sue affermazioni. Dopo lo sciopero generale del 27 ottobre, indetto dai sindacati della Base, tra i cui punti principali vi era la denuncia del dramma del precariato (in Italia ci sono centinaia di migliaia di precari, sfruttati e licenziati ogni anno), il presidente del Consiglio Gentiloni ha affermato che il precariato è un'offesa alla dignità delle persone (un argomento ottimo per farsi campagna elettorale). Ma Gentiloni e tutto il governo-PD sanno perfettamente che il precariato e la disoccupazione ad esso collegata sono creati volutamente con le attuali leggi sul lavoro, aggravate dal jobs-act del PD. E l'esempio delle Poste è quello più evidente, con le assunzioni speculative di precari che, dal 1992, vengono utilizzati, sfruttati e licenziati, per sostituire chi è andato in pensione e non assumere mai più nessuno seriamente. Perciò, per Slg-Cub Poste, a Gentiloni non bisogna permettere di fare queste "uscite" elettorali, dal momento che il governo continua a fregarsene e a non intervenire sulle Poste, pur essendone il proprietario di maggioranza, ignorando anche le richieste già fatte, da parlamentari di Possibile, MoVimento 5 Stelle e Sinistra Italiana, per assumere seriamente e interrompere la vergogna del precariato "speculativo" postale. Ma se il governo vuole prendere in giro l'opinione pubblica, con la sua disinformazione ad hoc, Slg-Cub Poste invita tutti i precari delle Poste, assunti prima e dopo il jobs-act, a neutralizzare questa vergognosa mossa politica, prima delle prossime elezioni del 2018, facendo circolare questo volantino, incasellandolo porta a porta, distribuendolo ai passanti e affiggendolo in punti visibili, perché, una volta per tutte, sia reso di dominio pubblico quanto accade alle Poste, davanti a sindacati di partito imbambolati e con il permesso dal governo.

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